Facciamo chiarezza sulla Terapia Metabolica Chetogenica su punti che sono di interesse collettivo:
Non è per tutti: c’è una serie importante di controindicazioni fisiopatologiche che non la rendono applicabile. Va anche ricordato che non tutti i soggetti entrano in chetosi nello stesso modo, negli stessi tempi e che i risultati che si possono ottenere sono diversi.
La dieta chetogenica rappresenta oggi uno strumento nutrizionale avanzato, utilizzato in ambito clinico come vera e propria terapia metabolica, grazie alla sua capacità di modulare in modo profondo i meccanismi energetici dell’organismo. Non si tratta di una semplice dieta dimagrante, ma di un approccio nutrizionale strutturato, basato su solide evidenze scientifiche, che agisce in profondità sul metabolismo cellulare, sulla funzione mitocondriale e sull’equilibrio ormonale.
La dieta chetogenica si caratterizza per una marcata riduzione dell’introito di carboidrati, associata a un adeguato apporto proteico e a una quota controllata di grassi di alta qualità. Questa composizione induce l’organismo a modificare la propria fonte energetica principale: in assenza di glucosio disponibile, il fegato inizia a produrre corpi chetonici a partire dagli acidi grassi, che diventano il carburante primario per cervello, muscoli e altri tessuti. Questo stato metabolico, definito chetosi nutrizionale, è un adattamento fisiologico e reversibile, profondamente diverso dalla chetoacidosi patologica che si instaura nel diabete tipo I.
Dal punto di vista metabolico, la dieta chetogenica favorisce una riduzione dell’insulinemia, perché migliora la sensibilità insulinica e allo stesso tempo stimola l’utilizzo dei grassi di deposito. Inoltre, esercita un’azione antinfiammatoria e modulante sul metabolismo cellulare, con effetti positivi nel miglioramento della funzione mitocondriale e sul controllo dell’appetito. L’organismo diventa così più efficiente dal punto di vista energetico perché riattiva le vie enzimatiche che portano all’utilizzo dei grassi come fonte energetica e meno dipendente dalle fluttuazioni glicemiche.
Le indicazioni cliniche della dieta chetogenica sono molteplici. È utilizzata con successo nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità, nelle sindromi metaboliche, nella resistenza insulinica, nel diabete di tipo 2 e in moltissimi quadri di patologie autoimmuni sotto stretto controllo professionale. Trova applicazione anche in ambito neurologico, dove è storicamente impiegata nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente, e sempre più studi ne evidenziano il potenziale supporto in condizioni infiammatorie, neurodegenerative e in alcune patologie oncologiche, come supporto alle terapie convenzionali.
Inoltre, può risultare utile in percorsi di riequilibrio metabolico e miglioramento della composizione corporea.
I benefici della dieta chetogenica, se correttamente personalizzata e monitorata, includono la riduzione della massa grassa, il mantenimento della massa magra, il miglioramento dei parametri metabolici, una maggiore stabilità energetica durante la giornata e una riduzione del senso di fame. Fondamentale è però che venga prescritta e seguita sotto la guida di un professionista qualificato, in grado di adattarla alle esigenze individuali e di monitorarne nel tempo l’efficacia e la sicurezza. Nella pratica la dieta chetogenica che si propone utilizza solo alimenti ordinari e di alcuni integratori specifici a supporto dei micronutrienti specifici: multivitaminico, alcalinizzanti ed omega 3.


